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Nuovo scandalo su Facebook: ceduti i dati personali ai big dei mobile

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04 Giu 2018 2 min di lettura 44 visualizzazioni Privacy sul Web
Nuovo scandalo su Facebook: ceduti i dati personali ai big dei mobile

Pochi mesi dopo il Cambridge Analytica arriva un nuovo scandalo su Facebook. Questa volta i dati sono stati ceduti ai big degli smartophone

Un nuovo scandalo su Facebook ha sollevato l’opinione pubblica. Dopo il Cambridge Analytica, il social è stato nuovamente accusato di vendere i dati personali degli utenti. L’accusa arriva dal New York Times e a essere coinvolti ora sono i “big del mobile“, tra cui samsung e apple.

Questa vicenda potrebbe sollevare un nuovo polverone su Zuckerberg e il suo social. I vertici del quartier generale di Facebook già dal 2015 parlavano di una maggior tutela per la privacy dell’utente. Tuttavia alla luce dei recenti avvenimenti sembra che abbiano omesso alcune eccezioni. Tra queste sono anche incluse le esenzioni che riguardano i produttori di mobile e dispositivi Hardware.

Cosa e perché sta avvenendo un nuovo scandalo su Facebook

In cosa consiste questo nuovo scandalo su Facebook? Il social più amato e più diffuso è ancora una volta accusato di violazione della privacy dei suoi utenti. Secondo il NYT infatti, Facebook avrebbe stipulato accordi con almeno 60 produttori di dispositivi mobile. La natura di questi accordi prevedeva il permesso di accedere ai dati personali degli utenti e dei loro amici, anche senza il loro esplicito consenso. Tra questi oltre i già citati Samsung e Apple, troviamo anche Microsoft, Amazon, HTC e BlackBerry.

Sebbene Facebook abbia iniziato a ridurre questi accordi, molti sono ancora in vigore. Ancora una volta è la privacy degli utenti a essere violata, anche da coloro convinti di aver negato il consenso al trattamento di dati personali.

Perché Facebook avrebbe stipulato questi accordi? Con questi accordi Facebook avrebbe esteso il suo raggio d’azione, raggiungendo sempre più utenti. In pratica ha lasciato che i produttori dei mobile offrissero e diffondessero agli utenti i servizi più amati e usati di Facebook, come le rubriche. Questo servizio di diffusione non è stato fatto “gratuitamente”. In cambio Facebook ha permesso a tali aziende di accedere alle informazioni personali di utenti e dei loro amici.

È doveroso sottolineare che questo passaggio di informazioni è nato 10 anni fa, quando ancora non esistevano le app store, e la stipulazioni degli accordi era nata per diffondere l’app. Facebook inoltre sottolinea che i dati personali non sono stati passati a terzi, e il loro unico scopo era quello di “ricreare l’esperienza di Facebook”, prima reperibile solo su PC, su mobile e che tali informazioni non sono state raccolte senza il permesso dell’utente.

 

 

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