Youtube_adpocalypse

Youtube adpocalypse: ovvero la fuga degli sponsor

Youtube adpocalypse. Termine coniato per indicare il fenomeno di youtube degli ultimi giorni e che cambierà drasticamente il social dei video

Il “youtube adpocalypse” è il fenomeno che sta dilagando su youtube. In questi giorni, alcune testate americane e anglosassoni hanno lanciato un attacco contro youtube. L’accusa è di ospitare contenuti “problematici” e la loro monetizzazione grazie all’advertising che precede tali video. Perché?

Tutto è iniziato in conseguenza a un video che ha dimostrato l’inefficacia dei giubbotti antiproiettile inglesi contro le lame. Il protagonista del video è stato accusato di incitamento alla violenza. È stato sottolineato come lo youtuber guadagnasse da quel video grazie alla pubblicità. Nel suo caso, il video era preceduto da uno spot di Netflix e il passo è stato breve. Netflix sponsorizza indirettamente gli incitatori alla violenza?

Youtube adpocalypse, ovvero la fuga degli sponsor

Come sappiamo bene, l’advertising online è diverso dalla pubblicità televisiva. L’advertising su youtube è scollegato dal contenuto del video. Esso appare secondo i dati raccolti sulle abitudine online dell’utente. Sebbene questo sia noto, molti sponsor si sono allarmati dal ragionamento visto prima. “Se la mia pubblicità precede un video che parla di violenza, il pubblico percepisce me come un fautore di violenza?”
Fattasi questa domanda molti sponsor hanno minacciato di abbandonare la piattaforma se non si fossero presi dei provvedimenti. Ed ecco perché è stata chiamata youtube adpocalypse. Ciò avrebbe comportato conseguenze catastrofiche per youtube, per cui è corso ai ripari, apportando grandi cambiamenti al suo algoritmo.

Youtube adpocalypse: modifiche e conseguenze

Cosa ha modificato youtube

Principalmente youtube ha fatto in mood che i suoi video venissero differenziati in due categorie.

La prima è la categoria dei contenuti puliti, ossia quei video i cui contenuti sono sicuri. Video di gattini, tutorial su come fare origami e tante altre cose felici e tranquille. Nell’altro, ossia nel “vario” verranno caricati video i cui contenuti possono essere “problematici” o “controversi”, come quelli che parlano di attualità, politica, eventi storici e altro.

Le conseguenze

Il problema sorge nella quantità di video caricati ogni giorno su youtube. Essendo tantissimi, la cernita è affidata appunto all’algoritmo che non può capirne il contesto. Facciamo l’esempio proposto da Breaking Italy. L’algoritmo non coglierà la differenza tra un video dell’ISIS e un video che parla di ISIS. Così come non ci sarà differenza tra un video antisemita e un video che parla della shoa; o un video omofobo non sarà differenziato da un video che parla, ad esempio, di come era percepita l’omosessualità nel corso dei secoli. In entrambi i casi il contenuto è controverso, e inserito nella categoria apposita. I video di questa categoria verranno penalizzati (demonetizzati) nelle visualizzazioni e gli sponsor preferiranno video dai contenuti tranquilli piuttosto che quelli di altro contenuto. Verranno penalizzati così tutti i video, come quelli di divulgazione. Questo nuovo algoritmo, oltre a essere molto restrittivo e severo, nei confronti di ogni tipo di contenuto che non sia quello più blando, lo penalizza con un calo delle visualizzazioni e della monetizzazione, facendo subire un calo della qualità dei contenuti.

Le restrizioni previste sono molte, soprattutto dopo l’apocalisse delle pubblicità, costringendo molti youtubers a pensare di utilizzare altri tipi di piattaforme meno restrittivi. Sebbene sia giusto monitorare i contenuti, per evitare la divulgazione di concetti come l’antisemitismo o il terrorismo, è forse un po’ esagerato penalizzare chi affronta questi argomenti a scopo informativo, magari con riferimenti storici o attuali. Come sempre viene penalizzata l’informazione a favore di contenuti frivoli.

Youtube adpocalypse si rivela una strategia mossa dalla fretta e dall’ansia. Ricordiamoci che le pubblicità su youtube non sono correlata al contenuto del video, ma alle abitudini online dell’utente. Ma quindi verrebbe da chiedere: perché questa “apocalisse“? Shakespeare direbbe “tanto rumore per nulla”. E voi che ne pensate?

 

Chi è Elisa Alfonsini

Elisa, classe ’91, coniuga la sua passione per la scrittura con quello del digital web marketing occupandosi di SEO Copywriting, Digital Strategy e consulenza di web marketing. Si specializza nella comunicazione e promozione online attraverso le certificazioni ufficiali di Google ADS.